Che tutte le strade portino a Roma è risaputo, anche partendo da Varese: figuriamoci in questo 2025, l’anno del Giubileo ‘Pellegrini di Speranza’.
E oggi al Sacro Monte un drappello di cavalieri e amazzoni tutti in assetto Western, con i loro cavalli (e un magnifico mulo!) ha simbolicamente preso in custodia un gagliardetto che arriverà a Roma.
Portato, una tappa dopo l’altra, da altri binomi che ne faranno il proprio ‘testimone’: una staffetta resa possibile da tante mani diverse unite dallo stesso obiettivo.
Quello di partecipare ad un grande evento di fede, certamente: ma non solo.
«Noi seguiamo il progetto di Horse Green Experience» ci ha detto Ferruccio Badi, presidente del Consorzio Cavalli Varese «e siamo partiti oggi dalla Fontana del Mosè di questo sito Unesco, dopo aver ricevuto la benedizione da don Eros Monti, arciprete del Sacro Monte. Le prossime tappe saranno Duno, poi Mirago e sabato saremo in Piazza del Duomo a Milano con una quindicina di binomi: ad accoglierli ci saranno le Voloire, Carabinieri e Polizia a cavallo e le Giacche Verdi. ».
Obiettivo finale?
«Fare arrivare un messaggio di augurio al Santo Padre, che gli sarà consegnato il 14 maggio prossimo dai cavalieri che arriveranno là, sul sagrato di San Pietro: speriamo che si rimetta velocemente. Ma anche lanciare un messaggio: attirare l’attenzione sul rilancio di ippovie e sentieri storici, come i tratturi, che si stanno perdendo. C’è bisogno di rendere fruibili più tracciati a chi vuole viaggiare con il cavallo, non soltanto percorsi ‘estremi’ in ambiente.
Come siete entrati in questa rete d’impresa?
«Mi sono messo a disposizione perché mancava la tratta Lombarda, dopo Milano ci sarà la tappa pavese da Zavattarello a Varzi, dove il 13 aprile I nostri si incontreranno con i cavalieri di Natura a Cavallo che arrivano dal Piemonte. Poi da lì si continuerà a scendere verso Roma, mentre da Padova, Verona e Bolzano partiranno altri gruppi a cavallo».
Una volta ogni 25 anni: il Giubileo è occasione di grandi viaggi.
«Ma è anche una grande opportunità per rilanciare un segmento del turismo che può diventare basilare, e lavorare sul progetto di riportare il cavallo nel mondo. Un cavallo che porta reddito alle aziende agricole, che è espressione di biodiversità».
Il primo passo di un lungo viaggio, quello che è partito oggi da Varese.
Noi coltiviamo la speranza che sempre più persone si rendano conto che il cavallo è il perfetto comun denominatore di agricoltura, ambiente, territorio, cultura, storia e tradizione.
Un minimo comun denominatore vivo, sensibile, delicato e forte allo stesso tempo e che ha un solo punto debole: in questo mondo di oggi non può esistere senza di noi, senza la nostra precisa volontà di tenercelo vicino.
In Lombardia si contano oltre 40.000 cavalli e più di 15.000 allevamenti e strutture correlate, contribuendo al totale di circa 400.000 capi presenti in Italia. “Il settore dell’allevamento e gestione degli equidi nelle aziende agricole e agrituristiche – conclude Badi – crea occupazione e coinvolge numerosi altri comparti, generando un indotto importante per tutto il territorio. È importante sottolineare il ruolo sociale del cavallo, sempre più riconosciuto nell’educazione e nella terapia, creando un legame profondo con la natura. Il Giubileo del Cavallo rappresenta pertanto anche un’occasione per riflettere sull’impatto positivo di questi animali sulla società”.
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